Progetto educativo

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Piano dell'Offerta Formativa - Anno Scolastico 2016 / 2017

(Dal link in fondo alla pagina, si può scaricare il POF in formato integrale)

 

 

La storia

Nel 1972 il Gruppo Oxford fonda il "Liceo Linguistico Europeo" nella sua prima sede a Milano, in Via Senato. Questo Istituto nasce dalla necessità di superare lo schema tradizionale di studi umanistici e scientifici per rappresentare l'ideale di una scuola moderna, orientata verso l'Europa.

Nel corso di un decennio il Liceo Linguistico Europeo diffonde il suo stile educativo attraverso numerose sedi in altre città italiane. Nel 1984 confluisce nel Gruppo Oxford il "Liceo Linguistico Internazionale” fondato nel 1954 dal Professor Silvio Baridon, noto francesista, creatore dello I.U.L.M. (Istituto Universitario di Lingue Moderne) e della Scuola Interpreti di Milano. Il suo apporto trasmette ai Licei Oxford l'impronta di un avanzato progetto culturale, aperto alle nuove esigenze della dimensione Europea.

Il Liceo Linguistico Internazionale sulla scia di una ormai lunga tradizione, si propone di seguire i giovani sia sul piano culturale che su quello formativo della loro personalità, collaborando attivamente con le famiglie nella proposta di chiari e concreti obiettivi educativi e comportamentali.

Da parte nostra assicuriamo un costante impegno perché le mete educative e didattiche proposte siano raggiunte in un clima sereno di dialogo e comprensione.
L’anno scolastico sarà suddiviso in quadrimestri. La comunicazione scuola-famiglia sarà costante nel corso di tutto l’anno, grazie alla possibilità di accedere on line alla situazione scolastica di ogni alunno.

Principi antropologici e pedagogici

La progettazione e la realizzazione dell’attività scolastica, sia sul piano intellettuale e didattico sia sul piano educativo, richiede l’elaborazione e la definizione di una visione antropologica condivisa nelle linee fondanti pur rimanendo aperta alle diverse e ricche posizioni culturali.

Affermare la centralità e la formazione integrale della persona come finalità primaria dell’attività di un’istituzione scolastica significa concepire la persona come unità e unicità.

A questi due connotati essenziali va affiancata la molteplicità di dimensioni – sensibile, emotiva, volitiva, intellettuale – che caratterizza ciascuno e il fatto che ogni uomo è centro di relazioni e che la dimensione relazionale merita una specifica formazione a cui la scuola può dare un significativo apporto.

Ogni studente, in quanto realtà unitaria e specifica, richiede un’attenzione completa e precisa. In particolare ciò significa che l’obiettivo della scuola non è soltanto la mera trasmissione di informazioni e nozioni fini a se stesse o prive di correlazioni, ma soprattutto sviluppo delle diverse risorse e potenzialità della persona, affinché ciascuno possa costruire la propria personalità e offrire un contributo specifico nella rete delle relazioni familiari e sociali che lo connotano. La concreta realizzazione di questa convinzione è possibile soltanto mirando ad un’effettiva personalizzazione dell’azione educativa, ossia a valorizzare la singolarità di ogni alunno modulando su questa le linee di fondo del progetto, attraverso l’attività didattica e mediante le proposte formative di cui la scuola si fa promotrice.

Riconoscere la pluralità di dimensioni della persona e la sua unità e unicità conduce anche a concepire la cultura come unità del sapere. La formazione culturale è dunque percorso verso la scoperta e l’arricchimento progressivo della conoscenza di sé e del mondo, sviluppo delle potenzialità personali, acquisizione di conoscenze e competenze e, soprattutto, scelta ed elaborazione di una posizione libera e costruttivamente critica di fronte alle questioni essenziali per la vita umana e la convivenza sociale.

Nell’azione educativa l’istituzione scolastica è consapevole della priorità educativa della famiglia, nei confronti della quale esercita un ruolo di supporto e di collaborazione, in particolare sul piano intellettuale, senza sostituirsi ad essa negli interventi pedagogici nei confronti dei figli.

Tale atteggiamento risponde anche all’intenzione di valorizzare competenze e ruoli, di favorire la costruzione dell’autonomia e dell’identità nei ragazzi, attuare le potenzialità educative e sociali delle famiglie fornendo loro occasioni di crescita, arricchimento e confronto.

Patto di corresponsabilità educativa

All’inizio del percorso nel nostro Liceo, la scuola, lo studente e la sua famiglia stipulano e sottoscrivono un Patto di Corresponsabilità educativa in cui sono evidenziati le responsabilità di ciascuno e gli impegni reciproci assunti, al fine di collaborare sinergicamente per realizzare una azione educativa efficace, che promuova la formazione completa e globale della persona.

Si riporta di seguito tale documento.

 

Patto di corresponsabilità educativa

 

Visto il D.M. n.5843/A3 del 16 ottobre 2006 “Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità
Visti i D.P.R. n.249 del 24/6/1998 e D.P.R. n.235 del 21/11/2007 “Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria
Visto il D.M. n.16 del 5 febbraio 2007 “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione del bullismo
Visto il D.M. n.30 del 15 marzo 2007 “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti

 

si stipula con la famiglia dell’alunno il seguente patto educativo di corresponsabilità, con il quale

 

la scuola si impegna a:

  • fornire una formazione culturale e professionale qualificata, aperta alla pluralità delle idee, nel rispetto dell’identità di ciascuno studente;
  • offrire un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona, garantendo una proposta  didattica di qualità in un ambiente educativo sereno, favorendo il processo di formazione di ciascuno studente, nel rispetto delle sue peculiarità;
  • creare un clima sereno in cui stimolare il dialogo e la discussione, favorendo la conoscenza ed il rapporto reciproco tra studenti, l’integrazione, l’accoglienza, il rispetto di sé e dell’altro. Promuovere il talento e l’eccellenza, comportamenti ispirati alla partecipazione solidale e al senso di cittadinanza;
  • offrire iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio, al fine di favorire il successo formativo e combattere la dispersione scolastica oltre a promuovere il merito ed incentivare le situazioni di eccellenza;
  • ascoltare e coinvolgere gli studenti e le famiglie, richiamandoli ad un’assunzione di responsabilità rispetto a quanto espresso nel patto formativo;
  • favorire la piena integrazione degli studenti diversamente abili, promuovere iniziative di accoglienza ed integrazione degli studenti stranieri, tutelandone la lingua e la cultura, anche attraverso la realizzazione di iniziative interculturali, stimolare riflessioni e attivare percorsi volti al benessere e alla tutela della salute degli studenti;
  • garantire la massima trasparenza nelle valutazioni e nelle comunicazioni mantenendo un costante rapporto con le famiglie, anche attraverso strumenti tecnologicamente avanzati, nel rispetto della privacy;
  • comunicare costantemente con le famiglie, informandole sull’andamento didattico-disciplinare degli studenti. Fare rispettare le norme di comportamento, i regolamenti ed i divieti, in particolare relativamente al fumo, all’utilizzo di telefonini e altri dispositivi elettronici. Prendere adeguati provvedimenti disciplinari in caso di reiterate infrazioni.

 

Lo studente si impegna a:

  • condividere con gli insegnanti e la famiglia la lettura del patto di corresponsabilità educativa, discutendo con loro ogni singolo aspetto di responsabilità;
  • mantenere costantemente un comportamento positivo e corretto, rispettando l’ambiente scolastico inteso come insieme di persone, oggetti e situazioni;
  • frequentare regolarmente i corsi ed assolvere assiduamente agli impegni di studio. Favorire in modo positivo lo svolgimento dell’attività didattica e formativa, garantendo costantemente la propria attenzione e partecipazione alla vita della classe;
  • rispettare i tempi programmati e concordati con i docenti, impegnandosi in modo responsabile nell’esecuzione dei compiti richiesti;
  • accettare, rispettare e aiutare gli altri e i diversi da sé, impegnandosi a comprendere le ragioni dei loro comportamenti;
  • riferire in famiglia le comunicazioni provenienti dalla scuola e dagli insegnanti. Favorire il rapporto e il rispetto tra compagni sviluppando situazioni di integrazione e solidarietà.

 

La famiglia si impegna a:

  • valorizzare l’istituzione scolastica, instaurando un positivo clima di dialogo, nel rispetto delle scelte educative e didattiche, oltre a un atteggiamento di reciproca collaborazione con i docenti, consentendo alla scuola di dare continuità alla propria azione educativa;
  • collaborare attivamente per mezzo degli strumenti messi a disposizione dall’istituzione scolastica, informandosi costantemente del percorso didattico-educativo dei propri figli;
  • rispettare l’istituzione scolastica, favorendo una assidua frequenza dei propri figli alle lezioni e intervenendo per il rispetto del regolamento d’istituto;
  • prendere visione di tutte le comunicazioni provenienti dalla scuola, discutendo con i figli di eventuali decisioni e provvedimenti disciplinari, stimolando una riflessione sugli episodi di conflitto e di criticità;
  • prendere visione del patto di corresponsabilità educativa, condividerlo e discuterlo con i propri figli, assumendosi la responsabilità di quanto espresso e sottoscritto.

Il progetto educativo

Nostro scopo primario è:

  • La realizzazione di un progetto educativo mirato alla formazione e alla promozione integrale della personalità dello studente nei suoi aspetti individuali, culturali e sociali.

  • La valorizzazione dell'insegnamento delle lingue come autentico veicolo di comunicazione unito a finalità culturali.

  • Il consolidamento della conoscenza individuale attraverso la comunicazione sociale, il pensiero, l'autoriflessione e la consapevolezza.

  • L’educazione a valori e comportamenti coerenti con i principi della Costituzione.

  • La formazione globale e critica, capacità autonoma di giudizio e agilità intellettuale che consentono un consapevole orientamento all'università e nel mondo del lavoro.

  • Lo sviluppo delle capacità relazionali e la valorizzazione delle potenzialità e degli interessi di ciascuno in un clima di lavoro sereno.

  • L’apertura a prospettive interdisciplinari nel rispetto della specificità di ogni disciplina e delle competenze di ogni docente.

  • L’acquisizione di un metodo di studio consapevole e critico, poiché la società contemporanea impone un apprendimento continuo e aggiornato.

     

    L'iscrizione alla scuola implica che l'allievo e la famiglia accettino solidalmente lo spirito e le norme del Regolamento Interno onde creare una comunità educativa costruttiva nel rispetto reciproco dei ruoli. Gli insegnanti sono regolarmente abilitati con competenze didattiche consolidate e impegnati in progetti di continuo aggiornamento.

Il Tutoring

Uno degli elementi innovativi di maggior rilievo del nostro sistema educativo di istruzione è la figura del docente tutor. Se tutor significhi un ruolo o un insieme di funzioni, chi debba esercitarlo e farsi carico dei compiti che gli sono connessi, quali essi siano e con quali modalità vadano espletati è tutt’ora tema dibattuto, sia perché non pienamente chiarito dai documenti ministeriali, sia perché nella maggior parte delle Istituzioni scolastiche della Nazione rischia di collidere con l’attuale non preparazione dei docenti.

Se si cerca di affrontare la questione entrando nel cuore del dibattito e scandagliandone gli elementi essenziali, è opportuno che il primo passaggio – da scegliersi anche come chiave interpretativa e risolutiva di ogni problematica – sia di natura pedagogica. Non appena si acquisisca un’esperienza vissuta della docenza, si comprende che la “classe”, quel gruppo di bambini o ragazzi con cui ci si relaziona tramite la trasmissione di un qualche tipo di sapere, rischia di essere se non proprio un’astrazione, perlomeno una sovrapposizione alla più autentica realtà, ossia un certo numero di persone singole, uniche, ciascuna con la propria storia, personali esigenze, risorse e attitudini cognitive, bisogni e tempi educativi diversi.

Nel crescere dell’esperienza professionale, chi fa scuola comprende sempre più chiaramente che è necessario differenziare l’intervento educativo, non tanto nel senso di semplificare le consegne o le richieste per gli alunni che mostrano difficoltà o strutturali o evolutive, quanto di personalizzare, di modulare a seconda delle caratteristiche dei singoli la proposta didattica, se non nel contenuto, certo nella modalità. La concreta percorribilità di questo itinerario richiede due elementi a nostro avviso necessari e determinanti: l’assunzione di un atteggiamento didattico incentrato sulla tutorship da parte di ciascuno dei docenti, ossia quale scelta collegiale di stile educativo verso la classe, e la concezione del tutor come insegnante disponibile a “farsi carico” di un gruppo dei suoi alunni con speciale assunzione di responsabilità nei loro confronti, aperto ed attento ad instaurare con loro una relazione specifica e speciale. La compresenza di questi due aspetti chiarisce anche che può non esserci aut-aut tra concepire il tutor come ruolo o come funzione, ma che entrambi sono necessari a fare della scuola un’autentica comunità educante.

Tutorship sotto l’aspetto del ruolo è l’atteggiamento per cui il docente colloca la propria attività entro il quadro di quelle forme di comunicazione e relazione interpersonale per cui ed in cui la persona realizza se stessa: è la reciproca partecipazione del mondo interiore di ciascuno che suscita e attua la crescita personale. Ciò significa che ogni docente sa e intende essere educatore, e pertanto incarna gli atteggiamenti fondamentali del tutor pur non esercitandone nei confronti di tutti i propri alunni le funzioni, in forza della responsabilità intrinseca della relazione educativa. Operativamente questo modo di rapportarsi alla classe intesa come insieme di singoli significa:

- essere attenti alle specificità personali e tesi al miglioramento di ciascuno senza fare confronti, se non di ciascuno con se stesso;

- essere capaci di intervenire su una pluralità di fronti – metodo di studio, emotività, concentrazione, relazioni umane, motivazione – graduando proposta e richiesta a seconda della situazione e delle necessità/opportunità;

- impegnarsi a decentrare l’attenzione da sé e a concentrala sugli alunni, sforzandosi di mettere in gioco le risorse di ciascuno, cercando modalità per dedicare ad ogni allievo un’attenzione “speciale”, rivolgendo molte domande e fornendo poche risposte;

- individuare obiettivi personali, collegialmente e singolarmente, per ognuno oltre che per la classe.

Visto nella prospettiva delle funzioni che svolge nei confronti degli alunni affidatigli, il tutor è colui che attua tramite il proprio agire l’intervento personalizzato che realizza la crescita personale, quale “maestro e allenatore” per i ragazzi – intrattenendo con loro una relazione costante e periodica e coordinandone il percorso –, “delegato responsabile” tra i colleghi e sorta di “consulente” per i genitori, verso i quali si fa portavoce, sul piano educativo, del Consiglio di Classe.

Per attuare le sue funzioni il docente tutor osserva, ascolta, raccoglie informazioni dai colleghi e con discrezione le trasmette loro, dialoga con i ragazzi che gli sono stati affidati e cerca di approfondirne progressivamente la conoscenza. La sua ottica è propositiva, progettuale, realistica; sa vedere le risorse presenti in ciascuno e le difficoltà come aree di miglioramento, pensa in termini di obiettivi e non si ferma alla sola analisi dei problemi, resta fondato nella realtà con prospettiva di speranza. Il fatto di farsi carico in prima persona dei ragazzi non deve tradursi in una chiusura autoreferenziale, in un rapporto esclusivo, ma richiede di affiancare alla responsabilità personale il confronto collegiale, la ricerca e la promozione del dialogo con i colleghi e di un agire sinergico.

La chiave di volta per una effettiva ed efficace attuazione della tutorship orientativa a scuola è l’avvio di un processo di formazione dei docenti, di cui è parte essenziale la consapevolezza e la motivazione intorno al proprio specifico professionale e quindi la disponibilità profonda all’autoformazione.